Belli di mamm
La prima sitcom per veri MAMMoni

La serie “Belli di Mamm” è una sit-com in 10 episodi. Racconta le vicende di due personaggi: il focacciaro “aspirante pugliese” Cristian Rizzi e il cliente affezionatissimo nonchè ex promessa del ciclismo Luca “Lochet” Pegri, interpretati rispettivamente da Federico Scridel e Cristian Barel. Il tutto si svolge nei locali di Mamm, tra il bancone e la cucina, dove tra incomprensioni linguistiche, luoghi comuni, situazioni surreali e tanta ironia si affrontano temi legati alle tradizioni gastronomiche regionali e al modo innovativo di interpretarle di Roberto Notarnicola, U’Boss, patron della ciclofacceria udinese.

Luca “Lochet” Pegri e Cristian Rizzi si incontrano per la prima volta all’interno di MAMM nei panni di cliente fanatico di ciclismo ed ex-manager focacciaro stressato. Tra i due emerge da subito un simpatico contrasto caratteriale che li porterà inevitabilmente a rendersi indispensabili l’un l’altro.

Dall’arte al design, dalla bellezza delle cose alla qualità dei prodotti…Cristian e Lochet si ritrovano ad intavolare discorsi filosofeggianti sull’estetica delle cose, senza farsi mancare incomprensioni e tortuosi giri di parole.


Un omaggio irriverente a una delle opere più note di Camillo Mastrocinque sceneggiata nientemeno che da Age e Scarpelli. Luca e Cristian come Totò e Peppino danno vita a un dialogo surreale e spensierato, facendo acqua però da tutte le parti.


Una giornata come le altre e, come ogni giorno, Luca dà prova della sua peculiare superficialità, sfoggiando luoghi comuni e banalità confuse, che si intrecciano e alternano allo strenuo tentativo di Cristian – in balia del perenne misto di simpatia ed esasperazione – di farlo ragionare.


Cristian si trova a contrastare invano la frenesia dei suoi clienti. Luca come al solito lo esaspera con le sue richieste strampalate costringendolo a “rallentare” il tempo del suo servizio.


Luca “Lochet” è triste per non essere riuscito a fare neanche un giro in bicicletta, Cristian dal canto suo cerca di rallegrarlo scherzando sul concetto di chilometro zero. L’impresa tuttavia é più difficile del previsto, vincere il pregiudizio e la confusione di Luca sembra quasi impossibile.


Lochet è agitatissimo e più sbadato del solito, confida a Cristian che presto diventerà padre. Mosso dall’entusiasmo decide rapidamente la sua ordinazione scontrandosi però col principio della stagionalità degli ingredienti utilizzati. La pazienza di Cristian è messa a dura prova.


Una chiusura come tante, Cristian più stanco del solito si concede una sosta sorseggiando una birra, ma quando esausto inveisce contro la “voce del brigante” che abita la sua testa le cose si mettono male. Intrappolato in una dimensione sospesa tra parodia e thriller cercherà di dare un senso alla serata sfuggendo dalle insidie di “Lochet”.


Dopo una corsa in bici Lochet si avvicina al bancone e ancora trafelato narra con orgoglio le gesta sportive di suo nonno al quale si ispira, intanto Cristian per dissetarlo gli offre una birra artigianale. La solita e incolmabile incomprensione tra i due lascerà spazio a improbabili citazioni storiche.


Luca è assorto nella lettura di una rivista di settore e sogna alcuni modelli di bicicletta, Cristian cerca invano di fargli comprendere il principio dell’attesa e della raccolta differenziata. Cristian collaborando a suo modo ribadisce che solo l’infortunio lo ha sottratto al successo sportivo.